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PROGETTO

 «INSEGNAMENTO COOPERATIVO»

A Rimini al convegno della Erickson

Seminario del Dott. Mario Polito sul tema

“Cooperative Teaching”

L’insegnamento cooperativo per valorizzare l’apprendimento cooperativo

 

Chi desidera ricevere la registrazione audio del seminario mi può scrivere: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Eè disponibile anche una registrazione video in DVD sullo stesso tema.

 

Non si può insegnare l’apprendimento cooperativo se come docenti non impariamo a cooperare e a realizzare l’insegnamento cooperativo.

Come?

Ecco un progetto:

 

Obiettivi

  • Padronanza dei principi dell’insegnamento cooperativo e dell’apprendimento cooperativo.
  • Strategie di collaborazione tra insegnanti in funzione della cooperazione educativa e didattica
  • Elaborazione di alcune unità didattiche cooperative
  • Sperimentazione di un approccio interattivo e collaborativo all’insegnamento e all’apprendimento

Metodologia

  • Approccio della ricerca-azione
  • Condivisione tra colleghi
  • Sperimentazione di alcune proposte di insegnamento cooperativo

Tempi e date

  • Da concordare

Svolgimento

  • Ad ogni incontro il dott. Polito presenterà l’impostazione teorica ed alcune schede operative da proporre agli studenti.
  • Alcuni esempi di attività sono le seguenti: Come tutti i docenti del consiglio di classe favoriscono con argomentazioni consonanti il valore dello studio, la motivazione intrinseca, l’autostima, l’accoglienza, la responsabilità, la cooperazione, la costruzione di mappe cognitive sui concetti fondamentali delle varie discipline.

Valutazione

  • Autovalutazione e condivisione dell’esperienza.
  • Questionario di benessere in classe per gli studenti (tratto dal libro “Attivare le risorse del gruppo classe” della casa editrice Erickson).
  • Questionario del benessere degli insegnanti (tratto dal libro “Comunicazione positiva ed apprendimento cooperativo”.Casa editrice Erickson)

 

Testi di riferimento:

 

  1. M.Polito, Attivare le risorse del gruppo classe, Erickson, Trento, 2000
  2. M.Polito, Comunicazione positiva ed apprendimento, Erickson, Trento, 2003
  3. M.Polito, Educare il cuore, La Meridiana, Molfetta (BA).

Certificazione

  • Ai partecipanti sarà rilasciato un certificato di formazione

 

Il progetto è costituito da alcune proposte operative da attuare in classe con gli studenti all'interno di un quadro concettuale e pedagogico centrato sul prendersi cura insieme della crescita ed autorealizzazione di ciascuno

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COOPERATIVE TEACHING

INSEGNAMENTO COOPERATIVO

 A Rimini al convegno della Erickson

 

Seminario del Dott. Mario Polito sul tema

Cooperative Teaching”

l’insegnamento cooperativo per valorizzare l’apprendimento cooperativo

Sabato 12 novembre 2005

 

 

Chi desidera ricevere la registrazione audio del seminario mi può scrivere: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

E’ disponibile anche il video in DVD su questo tema, per chi volesse approfondire.

 

Sommario. Il cooperative teaching rappresenta un modo di far scuola che coinvolge le risorse pedagogiche e didattiche di tutti i docenti verso un progetto comune, una necessità pedagogica di insegnare e educare in modo cooperativo. Il workshop parte dall’assunto che è impossibile insegnare l’apprendimento cooperativo se per primi gli insegnanti non riescono a cooperare. Per questo il tema centrale sarà il superamento dell’isolamento e dell’individualismo degli insegnanti che crea stress, frustrazione e burnout tramite la condivisione, la progettazione e la realizzazione in comune per una scuola di qualità pedagogica e non azienda.

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IMPARARE AD IMPARARE

Autoregolazione e responsabilità del proprio processo formativo.

Corso di formazione

Dott. Mario Polito, Psicologo e Pedagogista  E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Definizione 

Imparare ad imparare significa impadronirsi delle strategie di consapevolezza di come apprendiamo per scegliere quelle più efficaci, per controllare en guidare il proprio processo di formazione, per imparare ad imparare per tutta la vita.

Si tratta di una abilità trasversale, che attraversa tutte le discipline.

Tutti gli insegnanti possono insegnare consapevolmente ed intenzionalmente questa fondamentale abilità cognitiva. 

Obiettivi del corso di formazione 

Fornire agli insegnanti un quadro di riferimento teorico e una serie di attività operative da sperimentare personalmente, per migliorare le proprie competenze professionali su questo tema dell’imparare ad imparare.

Il corso permetterà:

  1. L’acquisizione delle competenze necessarie per insegnare agli studenti come imparare nel modo più efficace e personale e come guidare e regolare il proprio processo formativo.
  2. L’acquisizione delle teorie più recenti sull’apprendimento, in particolare il costruttivismo, la mediazione culturale e la teoria del prendersi cura della formazione dell’altro (si veda la bibliografia).
  3. La capacità di attuare in classe alcune esperienze di metacognizione, stimolando gli studenti a riflettere sul proprio modo di apprendere e ricordare.
  4. L’acquisizione di un percorso strutturato, ampio e sequenziale di proposte da attuare in classe con i propri allievi, scegliendo quelle attività che si integrano maggiormente con la propria disciplina.
  5. La capacità di rielaborare le informazioni in modo individuale e cooperativo. 

Impostazione pedagogico didattica. 

È opportuno inserire il progetto di “imparare come si impara” entro le coordinate teoriche della ricerca pedagogica, psicologica e didattica di questi ultimi 15 anni, che vanno sotto il nome di costruttivismo, metacognizione, mediazione, apprendimento strategico, pedagogia del prendersi cura dell’altro (pedagogia della relazione educativa), apprendimento cooperativo. Tutte queste coordinate offrono degli orientamenti su come insegnare a studiare e ad imparare come si impara.

Il costruttivismo. Conoscere vuol dire costruire le proprie mappe cognitive per agire nella realtà. La costruzione dell’intelligenza. La costruzione del successo o dell’insuccesso scolastico.

La pratica della metacognizione come esercizio di riflessione, di guida, di autoregolazione e di controllo del proprio processo di apprendimento.

La mediazione dell’insegnante. L’insegnante da trasmettitore  a facilitatore e mediatore dell’apprendimento. Riflessione sulla funzione della scuola oggi: Dalla trasmissione dei saperi alla “costruzione dei saperi”. Dall’acquisizione all’appropriazione del sapere.

La relazione pedagogica e didattica come strategia di mediazione culturale e personale. 

Autori di riferimento

Piaget, Bruner, Vygotskij, Popper, Gardner, Feuerstein, Morin.

Tematiche di approfondimento dell’imparare ad imparare

 

  1. Affrontare la complessità.
  2. Le abilità cognitive trasversali.
  3. Imparare per tutta la vita.
  4. Il conflitto socio-cognitivo.
  5. La scelta dei nuclei fondanti.
  6. La rete delle conoscenze costruite dallo studente.
  7. Le preconoscenze degli studenti, considerate come risorse, come mattoni cognitivi. “Cosa sapevi? Cosa sai? Come utilizzi ciò che sai per apprendere nuove informazioni?. Come utilizzerai ciò che hai acquisito adesso nelle esperienze del futuro?”.
  8. Dalle teorie ingenue, possedute dagli studenti, alla formulazione di teorie scientifiche.
  9. Il tempo dell’apprendimento e il tempo della rielaborazione. La strutturazione e ristrutturazione delle conoscenze.
  10. Il lavoro di gruppo. L’apprendimento reciproco.
  11. La condivisione del proprio percorso di apprendimento (la narrazione condivisa della propria biografia cognitiva).
  12. La rielaborazione e l’assimilazione.
  13. Il transfer di ciò che si è appreso. 

Presentazione delle esperienze operative per gli studenti.

Il progetto che viene proposto nel corso offre  una sequenza ampia e strutturata di proposte operative (un centinaio) da far svolgere agli studenti, per renderli consapevoli del proprio modo di apprendere e per controllare, guidare, orientare, riorientare, rimotivare il proprio processo di apprendimento.

Tale consapevolezza aumenta in loro la sensazione che possono controllare ed autoregolare il proprio processo formativo, aumentando l’autonomia nello studio e la responsabilità. Possono capire che stiamo facendo tutto questo per loro: per rendere più agevole e d efficace il grande “lavoro” quotidiano dello studio. Ogni giorno studiano, eppure sanno poco su questa complessa attività mentale. Conoscendo meglio il loro lavoro intellettuale possono studiare con entusiasmo ed addirittura appassionarsi al sapere.

Ho notato per esperienza che non sono sufficienti le buone e belle prediche sul metodo di studio. È necessario far scaturire dagli studenti questa consapevolezza e necessità fondamentale del loro impegno formativo. La pratica del metodo di studio “deve” emergere come “costruzione di senso” motivazionale e cognitiva che può far fiorire la voglia di prendersi cura della propria formazione. Se non scatta questa consapevolezza lo studio sarà vissuto come una pena, un fastidio, una ossessione. 

Alcune esperienze e proposte operative da far svolgere agli studenti

  1. La conversazione metacognitiva. Procedura e passaggi.
  2. Consapevolezza delle attribuzioni di senso all’esperienza scolastica, allo studio, all’imparare, alla cultura.
  3. Il dialogo interno di autoregolazione.
  4. La lista delle autoistruzioni.
  5. La verbalizzazione del proprio vissuto cognitivo, emotivo e motivazionale.
  6. L’individuazione ed il rispetto dei propri stili cognitivi.
  7. Le esperienze metacognitive. La conoscenza sulla conoscenza. Autocontrollo, autoistruzioni, autoregolazione, autovalutazione della propria esperienza di apprendimento.
  8. La riflessione (la competenza riflessiva).
  9. L’attivazione dei vari ruoli cognitivi.
  10. L’apprendimento cooperativo: la costruzione sociale della conoscenza.
  11. La costruzione di mappe cognitive personali e di mappe cognitive condivise. Insegnare ed apprendere con le mappe cognitive.
  12. Osservazioni sul metodo di studio: “Il quaderno del metodo di studio”.
  13. La responsabilità verso il proprio percorso formativo: “Il quaderno della mia formazione”.
  14. La presa di coscienza. La coscienza di sé. La cultura come presa di coscienza.
  15. La poesia sullo studio, per far emergere attribuzioni di significato, motivazioni ed emozioni.
  16. L’autoregolazione della motivazione. I bollini della motivazione.
  17. La riflessione sugli errori. Capire per prevenire. Prevedere per provvedere.
  18. Il controllo dell’attenzione. La meta-attenzione.
  19. Il controllo della comprensione. La meta-comprensione.
  20. Il controllo della memoria. La metamemoria.La valutazione del processo formativo oltre alla valutazione dei risultati, dei prodotti, degli esiti, dei voti. Imparare ad autovalutarsi. Imparare a valutare i propri compiti e i compiti degli altri.
  21. Collaborazione metacognitiva. I sei cappelli di Edward De Bono
  22. Questionario sul metodo di studio.
  23. Lo stemma della mia intelligenza. 

Supervisione

È prevista una supervisione metodologica per rendere efficace tale progetto progetto.

Otto tappe del progetto.

Tale progetto “imparare come si impara” o “imparare a studiare” è composto di otto tappe: 

1. Impostazione teorica, pedagogica e didattica.

2. Il valore formativo e metodologico della disciplina che si insegna.

3. Apprendere, studiare, ricordare, pensare, metodo, metodo di studio… Cosa significano per me studente?

4. I fattori per far decollare il mio metodo di studio.

5. Motivazione ed autostima. Nel mio dialogo interno quali sono le frasi  motivanti e quelle demotivanti? Quale stima ho di me stesso come studente?

6. Strategie per attivare l’attenzione, la concentrazione, l’autocontrollo, l’autoregolazione cognitiva e motivazionale, l’automonitoraggio, l’autovalutazione (la metacognizione).

7. Intelligenza, stili cognitivi, memoria e transfer. Strategie per pensare e strategie per memorizzare.

8. Strategie di studio per sottolineare, prendere appunti, costruire schemi e mappe concettuali.

 

Bibliografia

 

Albanese O., Doudin P., Martin D. (1998), (a cura di), Metacognizione ed educazione, Franco Angeli, Milano.

Brown, A.L., (1978), Knowing When, Where and How to Remember: A Problem of Metacognftion, in R. Glaser, Advances in Instructional Psychology, voi. 1, LEA, Hillsdale (NY).

Bruner J.S., (1968), II conoscere - Saggi per la mano sinistra, Armando, Roma. Bruner J.S., (1988), La mente a più dimensioni, Laterza, Bari.

Bruner J.S., (1992), La ricerca del significato, Bollati Boringhieri, Torino.

Cornoldi, C., (1995), Metacognizione e apprendimento, II Mulino, Bologna.

Damasio A.R., (1995), L'errore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano, Adelphi, Milano.

De Beni M., (1994), Costruire l'apprendimento, La Scuola, Brescia. De Bono E., (1969), //pensiero laterale, Rizzoli, Milano.

De la Garanderie A., (1990), Pour un pédagogíe de I'intelligence, Bayard, Paris. Feuerstein R., (1980), Instrumental enrichment: an intervention program for cognitive modificability, University Park Press, Baltimore. 

Fiorian R., D'Amato F., (1989), Il programma Feuerstein, Giunti Lisciani, Teramo.

Fodor J., (1988), La mente modulare. Saggio di psicologia delle facoltà, II Mulino, Bologna. Garanderie A., de la y Caltar G., (1988), Tous les enfants peuvent reussir. Centurion, Paris.

Gardner H., (1987), Formae mentis, Feltrinelli, Milano.

Gardner H., (1988), La nuova scienza della mente, Feltrinelli, Milano. Gardner H., (1991), Aprire le menti, Feltrinelli, Milano.

Grangeat M., (1997) (coordonné par), La métacognition, une aide au travail des élèves, ESF, Paris.

lanes, D., (1996), (a cura di), Metacognizione e insegnamento, Erickson, Trento. Lafortune L., Saint-Pierre L., (1996), Affectivité e métacognition dans la classe, Logiques, Montreal.

Legrenzi P., (1998), Come funziona la mente, Laterza, Bari.

Lipman M., (1988), Philosophy goes to school, University Press, Philadelphia.

Lipman M., Sharp A.M., Oscanyan F.S., (1980), Philosophy in the classroom, Tempie University Press, Philadelphia (PA).

Minsky M., (1989), La società della mente, Adelphi, Milano.

Morin E., (1989), La conoscenza della conoscenza, Feltrinelli, Milano.

Morin E., (2000), La testa ben fatta, Raffaella Cortina, Milano.

Morin E. (2001), I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Raffaello Cortina Editore. Milano.

Noèl, B., (1997), La métacognition, De Boeck, Paris.

Novak J.D., Gowin D.B., (1984), Leaming How to Leam, Cambridge University Press, Cambridge.

Perkins D., (1992), Smart schools from training memories to educating minds, the Free Press, New York.

Perret-Ciermont, A. N., (1996), La construction de I'intelligence dans I'interaction sociale, Peter Lang, Paris.

Polito M., (1993), Guida allo studio: il metodo. Quando, quanto, come, dove e perché studiare, Muzzio, Padova.

Polito M., (1993), Guida allo studio: le tecniche. Come sottolineare, prendere appunti, schematizzare ed archiviare, Muzzio, Padova.

Polito M., (1994), Guida allo studio: il tema. Come ideare, sviluppare arricchire, rivedere, il testo scritto, Edizioni Muzzio, Padova.

Polito M., (1997), Come la Teoria della Gestalt può facilitare l'insegnamento e l'apprendimento, Relazione al 10th Scientific Convention of the GTA - Society for Gestalt Theory and its Application, Vienna 6 - 9 Marzo 1997.

Polito M., (1997), Guida allo studio: la motivazione. Come coltivare la voglia di apprendere per salvare la scuola, Muzzio Padova.

Polito M., (1997), Il tempo nel processo di apprendimento, Seminario presso l'istituto Pedagogico per la Formazione Professionale di Lugano. Relazione dattiloscritta.

Polito M., (1999), Gli studenti difficili, Seminario di formazione tenuto presso L'Istituto Pedagogico per la Formazione Professionale degli insegnanti di Lugano, Svizzera. Relazione dattiloscritta.

Polito M., (1999), L'autostima come fattore di apprendimento, Relazione tenuta ai genitori degli alunni. Fagagna (UD). Relazione dattiloscritta.

Polito M., (2000), Educazione al maschile e al femminile, Seminario di formazione tenuto presso L'Istituto Pedagogico per la Formazione Professionale degli insegnanti di Lugano, Svizzera. Relazione dattiloscritta.

Polito M., (2002), Guida allo studio: l'intelligenza. Come dare la forma migliore alla propria mente, Editori Riuniti Roma..

Polito M., (2000), Attivare le risorse del gruppo classe, Erickson, Trento.

Polito M., (2000), Imparare ad imparare. Ma come? Seminario di formazione per gli insegnanti tenuto a, Toano (Reggio Emilia). Relazione dattiloscritta.

Raths L. E., Jonas A., Rothstein A.M., Wasserman S., (1967), Teaching for thinking. Theory and application, Charles E. Merrill Pubblishing Company, Columbus, Ohio. Resnick L. B., (1987), Education and Learning to Think, National Academy Press, Washington, DC.

Robertson J.H., (1999), II cervello plastico. Come l'esperienza modella la mente, Rizzoli, Milano.

Sternberg R.J., (1985), Beyond IQ: A Triarchic Theory of Human Intelligence, Cambridge University Press, New York.

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INSEGNARE ED APPRENDERE CON LE MAPPE COGNITIVE

 

1.      La conoscenza come costruzione. Teorie di riferimento: Piaget, G.A.Kelly, Vygotskij, Bruner, Goodman, Rumelhart, la psicologia della gestalt, il costruttivismo.

2.      Apprendimento come prendersi cura della costruzione della propria mappa cognitiva o rappresentazione mentale.

3.      Le strutture concettuali di relazione (Superordinate, coordinate, subordinate. Le sequenze. Gli script. Le classi: inclusione ed esclusione, sovrapposizione. Gli attributi. Le analogie. Uguaglianza, somiglianza, opposizione. Cause-effetti. Se... allora).

4.      Le reti semantiche.

5.      L'architettura dell'argomentazione.

6.      La ramificazione concettuale. Grafi, schemi a corollari e schemi ad albero.

7.      Strutture di conoscenza e problem solving.

8.      Le mappe lessicali. I lemmi.

9.      La segnaletica figurativa e verbale delle mappe.

10.    Dalle parole chiave alle mappe.

11.    Percorsi e collegamenti.

12.    Le mappe e l'ipertesto.

13.    Le mappe formali e le mappe di contenuto.

14.    Le caratteristiche delle mappe didattiche.

15.    La valutazione delle reti semantiche. La conversazione cognitiva, la discussione, il dialogo, il colloquio, il questionario, il test.

Termineremo il corso con alcuni suggerimenti per costruire le mappe cognitive

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PERCHÉ INSEGNARE A STUDIARE? 

 I VANTAGGI FORMATIVI DEL METODO DI STUDIO EFFICACE

 

Il seminario sarà focalizzato sui vantaggi formativi che derivano dall'insegnamento e dall'applicazione quotidiana di un metodo di studio efficace. Quali sono vantaggi che lo studente ricava, in efficienza, efficacia, consapevolezza delle proprie strategie cognitive e metacognitive?  Quali sono i vantaggi che l'insegnante ricava dall'aver insegnato ai propri studenti ad afferrare meglio, con le strategie di metodo, i contenuti che insegna?

Il seminario si colloca all'interno di un quadro pedagogico centrato sul prendersi cura dell'apprendimento dello studente e sulle strategie per aiutarlo a diventare esperto e protagonista del proprio percorso formativo.

Alcuni temi di approfondimento:

  • Imparare a studiare per imparare a pensare. Superamento del metodo di studio come "lista di buoni consigli". Il metodo di studio va considerato invece come abilità metacognitiva procedurale e trasversale. Sono utili a questo proposito i suggerimenti di Edgar Morin sulla "testa ben fatta" e sulla necessità di "ricollegare" continuamente le informazioni in mappe complesse. Come realizzarle? La proposta del "Portfolio metacognitivo delle competenze di base".
  •  
  • Secondo la didattica costruttivistica, apprendere significa costruire mappe cognitive ed abilità procedurali. Accentuare la dimensione della rielaborazione delle informazioni. Il metodo di studio non si deve fermare sulla soglia della ricezione delle informazioni, ma deve procedere oltre, verso la rielaborazione, l'assimilazione, l'automatizzazione delle sequenze di autoistruzioni, fino a diventare "abitudine metodologica mentale". E' necessario perciò accompagnare le "unità didattiche" con specifiche "unità di apprendimento", meglio, con esercitazioni pratiche significative, centrate su ciò che gli studenti devono fare (una indicazione specifica di "gesti mentali") per apprendere con sicurezza ed efficacia ciò che devono studiare. Gli insegnanti possono domandarsi con profitto: Quali indicazioni metodologiche offrono le varie discipline che insegniamo? Come far convergere tutte queste indicazioni attraverso la pratica dell'insegnamento del curriculum sia orizzontale, sia in quello verticale? Come collaborare per insegnare tutti insieme il metodo di studio. Il che modo il metodo di studio facilita la personalizzazione dell'apprendimento?
  •  
  • Come connettere le strategie del metodo di studio alle ricerche delle neuroscienze sulle strategie di pianificazione, esecuzione, controllo, autocontrollo, autoistruzioni efficaci. Come sviluppare queste potenzialità della mente (corteccia prefrontale)?
  •  
  • Alcune strategie per attivare la consapevolezza metacognitiva ma anche quella motivazionale. Sottolineare la priorità della motivazione nell'apprendimento e nell'applicazione del metodo di studio. Qual è Il "dialogo interno" dei nostri studenti sui seguenti temi: apprendimento, studio, interesse, motivazione, utilità e costruzione di senso? Differente valutazione degli studenti di fronte a "Mi piace studiare" e a "Mi piace apprendere cose nuove". Come spiegarla?
  •  
  • Come aiutarli a costruire autoistruzioni efficaci sia cognitive e che motivazionali. Come insegnare loro a guidare l'attenzione e la concentrazione? L'animazione e il film mentale. L'effetto figura sfondo. Le strategie di autoregolazione (nello sport e a scuola). Come sostenerli nello scoraggiamento cognitivo e/o motivazionale? Cosa si dicono di fronte alle difficoltà? Come attivare un dialogo interiore incoraggiante?
  •  
  • Gli stili di apprendimento e la triplice codifica: visiva, verbale, motoria. I suggerimenti di A.De la Garanderie e di Mel Levine. I tre sistemi di rappresentazine secondo J.Bruner: attiva, iconoca e simbolica. Le tre intelligenze di R.Sternberg: analitica, pratica, creativa.

Il controllo del processo di apprendimento e dei risultati di apprendimento. Le caratteristiche del concetto di padronanza e di competenza? Ingredienti dell’apprendimento efficace attraverso la ricerca "Quando ho imparato in modo efficace?".

Imparare ad autovalutarsi. Lo scanner mentale e motivazionale. Come sciogliere la resistenza verso la difficoltà dell'autovalutazione. "Il mio apprendimento migliora quando... Il mio apprendimento peggiora quando...". Oppure "Leggi questo brano… quali strategie hai usato?". "Leggi questo brano… quali emozioni (positive o negative) hai percepito? Quali spiegazioni ti sai dare?". 

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METACOGNIZIONE E STRATEGIE DI STUDIO 

La ricerca delle strategie migliori per studiare costituisce un esempio concreto di metacognizione: “Come sto studiando? Possiedo un metodo di studio efficace? Quali sono le strategie di studio che mi permettono di migliorare l’apprendimento e i risultati scolastici?”.

Tale ricerca conduce lo studente ad acquisire una più fine consapevolezza metacognitiva non soltanto sul proprio processo di apprendimento, ma anche sui propri fattori motivazionali.

Finora la ricerca psicologica ha approfondito la consapevolezza cognitiva. Ma negli studenti difficili si riscontra anche una forte carenza motivazionale. Per questo è importante attivare in loro anche la costruzione del significato dello studio, del valore della scuola.

Insegnare strategie di apprendimento senza contemporaneamente attivare la costruzione del senso dello studio per “questo” studente all’interno del “suo” orizzonte esistenziale, significa mettere il carro davanti ai buoi. È necessario pertanto prendersi cura dell’autostima dello studente, perché essa costituisce un fattore essenziale del processo di apprendimento. Gli studenti difficili o scarsi possiedono un senso di identità fragile e una sensazione competenza sgretolata. È necessario aiutarli attraverso la strategia delle autoistruzioni sia cognitive che motivazionali ad elaborare una migliore immagine di se stessi. Possono diventare consapevoli del proprio stile cognitivo, delle proprie mappe cognitive, delle strategie di studio migliori per controllare e guidare lo studio e l’apprendimento.

Fornire strategie di studio e strategie motivazionali non significa soltanto aiutarli a migliorare i risultati scolastici, ma anche a ricostruire e riparare un’immagine di se stessi deteriorata. La relazione pedagogica, in questo caso, è prioritaria rispetto alla relazione didattica: Lo studente ha bisogno di sentire che l’insegnate si interessa a lui e alla sua formazione. L’efficacia delle strategie di metacognizione è maggiore in una relazione pedagogica basata sull’ “I care”: “Mi interessi”, “Ci tengo a te”, “Ti stimo”, “Desidero offrirti tutte le strategie possibili affinché tu possa colmare le tue lacune e sviluppare tutti i tuoi talenti”.

 

SEMINARIO ATELIER LABORATORIO:

INSEGNARE STRATEGIE DI APPRENDIMENTO

L’atelier sarà impostato in modo esperienziale. Non ci sarà una lezione frontale, ma saranno proposte esperienze di role playing. UN esempio: “Diventate (giocate il ruolo dei) i vostri allievi: come reagireste ad una proposta come la seguente “il campanellino della metacognizione?”. Individuate i vantaggi, gli svantaggi, pregi, obiezioni, dubbi. Come li affrontiamo e li risolviamo?”.

Si offriranno agli insegnanti 30 indicazioni operative sull’insegnare ad imparare, da sperimentare prima personalmente, per poi proporre ai propri studenti. Si tratta di individuare gli aspetti didatticamente più utili per coinvolgere studenti difficili o problematici. Si cercherà di adattare tali proposte alle situazioni concrete. Nella prima giornata si “faranno” le prove con le prime dieci. Le altre saranno sperimentate negli incontri successivi.

  1. Test di benessere a scuola.
  2. Test di autostima.
  3. Test di metacognizione.
  4. Cosa vuol dire: metodo, metodo di studio, studiare, apprendere, ricordare, rielaborare, assimilare.
  5. Il modelling metacognitivo. Il modelling  motivazionale.
  6. L’autorivelazione metacognitiva. L’autorivelazione motivazionale. La conversazione metacognitiva. Cosa penso della mia Mente, Memoria, Intelligenza, Creatività?
  7. La conversazione motivazionale. Attribuzione del successo e dell’insuccesso.
  8. L’autostima come fattore di apprendimento.
  9. Metacognizione e costruzione di senso.
  10. Apprendere e comunicare ciò che si è imparato. Insegniamo alcuni suggerimenti di metodo di studio ai nostri compagni più giovani.
  11. Apprendimento narrativo.
  12. Cartoncini dell’autoregolazione cognitiva.  Lista di autoistruzioni su come studiare, come sottolineare, prendere appunti, ripassare, rielaborare, memorizzare.
  13. Diario delle strategie di apprendimento.
  14. Drammatizzazione caricaturale dei comportamenti di studio errati.
  15. Collaborazione metacognitiva. I sei cappelli di Edward De Bono.
  16. Il Campanellino della metacognizione.
  17. Il cartellone della motivazione.
  18. Intelligenze multiple e apprendimento cooperativo.
  19. L’immagine mentale come guida cognitiva e motivazionale.
  20. Lo Studente Mentore.
  21. Lo Studente tutor.
  22. Metodo di studio e apprendimento cooperativo.
  23. Parentela tra i concetti. Le mappe cognitive.
  24. Poesia in comune sul metodo di studio.
  25. Preparare la valigia. Quale metodo uso?
  26. Punti deboli e punti forti del mio apprendimento.
  27. Soffiarsi il naso. Quali istruzioni?
  28. Sportello sul metodo di studio istituito dai compagni.
  29. Stile cognitivo di apprendimento e apprendimento cooperativo.
  30. Studiare con tutta la sensorialità.
  31. Visualizzazione guidata dallo studente.

Sarà possibile attivare anche una mailing-list per discutere problematiche impreviste e dare sostegno al gruppo degli insegnanti.

È opportuno prevedere un ultimo incontro per riflettere (metacognitivamente) sul lavoro svolto.

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EDUCARE AI SENTIMENTI 

E ALLA SESSUALITÀ

 

Alcune proposte operative per stare bene a scuola e nella società

MULTIDISPLIPLINARITÀ:

Esso coinvolge molte aree disciplinari, quella linguistica, quella scientifica, quella artistica, quella sociale.

 OBIETTIVI:

1.      Far acquisire agli alunni una migliore consapevolezza delle proprie emozioni all'interno di uno sviluppo integrale della persona (teoria dell'intelligenza emotiva di Goleman e delle intelligenze multiple di Gardner).

2.      Sviluppare una competenza espressiva delle proprie emozioni, utilizzando i molteplici mezzi a disposizione: drammatizzazione, recitazione, gioco di ruolo, lavoro di gruppo secondo le indicazioni dell’apprendimento cooperativo, coinvolgimento emozionale.

3.      Sviluppare una più ricca competenza sociale, di accoglienza e di rispetto dell'altro.

4.      Offrire loro l'opportunità di esprimere sé stessi attraverso altri canali di comunicazione, come le emozioni, i sentimenti, l'empatia.

5.      Sviluppare una solida e vasta intelligenza sociale, per prendersi cura dei problemi del mondo ed impegnarsi a risolverli in modo comunitario.

 CONTENUTI:

Per concretizzare saranno state proposte alcune unità didattiche operative, per coinvolgere in classe gli studenti. I risultati di queste esperienze didattiche saranno condivise con i genitori, i quali saranno informati, con un ciclo di conferenze serali, di quello che sarà svolto in classe, per facilitare la loro partecipazione alla formazione dei propri figli e alla condivisione della responsabilità educativo con gli insegnanti.

CONFERENZE PER I GENITORI:


Il progetto sarà preceduto da alcune conferenze destinate ai genitori sulle seguenti tematiche: 

  1. Intelligenza del cuore
  2. L’approccio dell’apprendimento cooperativo
  3. Il gruppo classe come risorsa educativa e didattica Educare ai sentimenti.
  4. Educare all’amore.
  5. Educare alla sessualità
  6. Presentazione del progetto “Educazione ai sentimenti e alla sessualità”. 

Alcuni temi sono i seguenti:

 SCUOLA ELEMENTARE

Incontrare gli altri

1. Presentazione di se stessi. Chi sono io.

2. Accoglienza. Chi è l’altro.

3. Conoscenza reciproca: Cosa conosco dell’altro.

4. L’amicizia. Chi è un amico. Quali sono i miei amici.

5. Prendersi cura dell’altro. Come mi prendo cura di chi ha bisogno. Come si prendono cura gli altri quando io ne ho bisogno.

6. Il gruppo classe. Quale è il clima affettivo della nostra classe. Come ci stimiamo? Come ci vogliamo bene?

7. Gli adulti. Come si vogliono bene gli adulti.

8. L’amore. Cosa è l’amore? Come si esprime? Come lo esprimono i bambini? Come lo esprimono gli adulti?

9. La sessualità.  Cosa è la sessualità? Come si manifesta? Come si intreccia ai sentimenti? Quando si manifesta in modo violento? Quali scene hai visto in TV? Come erano? Che effetto hanno creato in te?

10. Conclusione. Come ti sei sentito durante questa esperienza? Scriviamo una poesia sull’amore. Scriviamo una poesia per ringraziare i nostri genitori per il dono che ci hanno fatto.

 

CLASSE PRIMA

Accoglienza ed emarginazione

Ascoltare l’altro.

La diversità come minacci e come risorsa.

Tolleranza e rispetto.

Le ragioni degli altri

Simpatia, antipatia, empatia.

L’assertività.

L’ “I Care”. Mi prendo cura di te.

L’intelligenza sociale.

Aiutiamoci a crescere

Il rispetto delle regole come valorizzazione della dignità e libertà dell’altro

 

CLASSE SECONDA

Amore e odio

Sentimenti positivi

Sentimenti negativi

 

 

L’amore,

La sincerità

La fiducia

Il coraggio

La gioia

La felicità

La speranza

L’ottimismo

L’aiuto

La speranza

l’amicizia

l’innamoramento

il dono

 

L’odio,

l’ipocrisia,

l’inganno

L’orgoglio

La vendetta

Il pregiudizio

Il tradimento

L’aggressività

Il bullismo

La vigliaccheria

La disperazione

L’invidia

La gelosia

CLASSE TERZA

Guerra e pace

Perché la guerra.

Caino e Abele.

La violenza.

La miseria.

La povertà

Lo sfruttamento.

La delinquenza.

Educazione alla pace

La gestione dei conflitti

Come criticare in modo costruttivo

Dalla competizione alla cooperazione

 

PRIMA SUPERIORE

La vita e la morte

Il dolore

La sofferenza

La morte

Il senso della vita

Libertà e responsabilità

 

SECONDA SUPERIORE

L’etica: cosa è giusto e cosa è sbagliato

Giusto ed ingiusto

Vero e falso

Bene e male

Bontà e cattiveria

Bello e brutto

Utile ed inutile

Essere e apparire

Avere ed essere

L’autorità e il potere

 

 

 

CONFERENZE PER I GENITORI:

Il progetto sarà accompagnato da cinque conferenze destinate ai genitori (una ogni due mesi), per permettere loro di partecipare a questa esperienza di formazione dei loro figli.

 METODOLOGIA:

Gli studenti saranno guidati dall'insegnante di classe a formulare un proprio pensiero personale, a condividerlo nel piccolo gruppo, ad esprimere le emozioni e le risonanze emotive suscitate da queste proposte. Si utilizzerà la metodologia dell’apprendimento cooperativo, perché è più consona con le finalità del progetto.

 SUPERVISIONE:

Il dott. Polito incontrerà gli insegnanti di ogni consiglio di classe, per 5 incontri di 3 ore ciascuno, per realizzare concretamente il progetto: valutare situazioni concrete, difficoltà, risorse

 VERIFICA:

Saranno organizzate dagli insegnanti degli incontri con per i genitori per narrare l’esperienza svolta, individuando risultati, difficoltà, limiti e revisioni.

 VALUTAZIONE:

Saranno valutati l’impegno e l’interesse dimostrati, i progressi  a livello personale e di gruppo. Sarà proposto loro un questionario per individuare il grado di soddisfazione e di coinvolgimento

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