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INSEGNANTI IN DIFFICOLTÀ

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 PRESENTAZIONE

 

Ammettiamolo apertamente: Siamo degli insegnanti in difficoltà? Perché ce ne vergogniamo?Perché ci colpevolizziamo?

Forse perché pensiamo (individualisticamente) che siamo responsabili noi delle nostre stesse difficoltà.

Ma ragioniamo in modo più sistemico: è diventato più difficile educare ed insegnare. Perché?

Il seminario è un luogo per riflettere proprio sulle cause di questo disagio.

Ecco alcuni temi che affronteremo:

  1. Le mie difficoltà a scuola.
  2. Utilizziamo tre questionari. Il questionario di Burnout di C.Maslach. Il questionario del benessere emotivo dell'insegnante (Mario Polito 2000). Il questionario sul Docente Motivante (M.Polito 2007).
  3. Lista di situazioni di difficoltà. Quali sono le aree più compromesse.
  4. Le strategie più utilizzate.
  5. Le strategie più efficaci e quelle meno efficaci.
  6. Alcuni suggerimenti per superare le nostre difficoltà di docenti:
  7. Curare il proprio benessere. Star bene per educare ed insegnare bene.
  8. Ridefinizione costante del proprio ruolo: Sono qui con voi per...
  9. Riduzione del sovraccarico istituzionale condividendolo con gli altri educatori di questi ragazzi, in primo luogo dei genitori.
  10. Rimotivazione professionale. L'importanza della propria funzione educativa.
  11. Attivare la cooperazione educativa e didattica tra docenti.

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EDUCARE CON LA VOCE

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 PRESENTAZIONE

Molti docenti mi dicono di doversi sgolare per farsi sentire ed ascoltare. Alcuni alla fine della giornata si sentono senza voce. Una espressione tipica: "Ma quante volte ve lo devo ripetere".

La nostra professione di docenti si basa molto sul contatto oculare e sulla voce. Con la voce spieghiamo, domandiamo, interroghiamo, rimproveriamo, incoraggiamo, valutiamo, giudichiamo.

Come usiamo la nostra voce? Conosciamo la sua qualità educativa? Utilizziamo la sua potenza espressiva?

In questo seminario suddiviso in due giornate dedicheremo la nostra attenzione alla nostra voce come strumento educativo. Dobbiamo conoscere sia la sua fisiologia sia la sua potenza espressiva.

Alcune tematiche sono le seguenti:

  1. La consapevolezza della nostra voce.
  2. la nostra voce dice chi siamo (identità ed autostima), cosa sentiamo (rivelazione ed espressione), cosa vogliamo (affermazione, assertività).
  3. La voce ci distingue dagli altri. È stabile nel tempo (dopo aver completato lo sviluppo puberale).
  4. È legata al nostro corpo. Esprime i nostri stati d’animo, emozioni e pensieri. Possiede delle qualità sensoriali: tono, timbro, altezza. Con la voce possiamo provocare negli altri benessere, eccitazione, rilassamento, irritazione, attenzione, piacere, dispiacere.
  5. Analizziamo la personalità attraverso la voce. Come è la voce della persona passiva? Come è la voce della persona aggressiva? Come è la voce della persona assertiva (che rispetta gli altri e si sa far rispettare)?
  6. Descrizione reciproca: La mia voce presenta queste caratteristiche... La tua voce presenta queste caratteristiche...
  7. Diventiamo consapevoli dell'intonazione, della velocità, del ritmo e del timbro-
  8. La conoscenza della fisiologia della voce per non sgolarci e maltrattarla.
  9. Arricchire la voce di colore, tonalità espressività, mentre spieghiamo, incoraggiamo, rimproveriamo.
  10. Alcune esercitazioni per educare i nostri allievi ad essere consapevoli della loro voce, ad essere espressivi, a saperla modulare secondo le circostanze, a comunicare emozioni ed affetti.

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CREATIVITÀ NELLA DIDATTICA

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PRESENTAZIONE 

Oggi la didattica è stata eccessivamente condizionata dall'ossessione efficientistica e aziendalistica. Dove è andata a finire la creatività. E' stata esiliata dalla scuola? Forse sì. Domandiamoci il perché? In questo seminario si cercherà di recuperare la creatività nella didattica, nella relazione pedagogica, nella motivazione, nello studio e nell'apprendimento.

Ecco alcuni temi che affronteremo:

  1. Le caratteristiche della creatività in generale: Sensibilità ai problemi, fluidità di idee, flessibilità, ristrutturazione continua, cambiamento di prospettiva, generare nuovi punti di vista.

  2. La creatività nella didattica quotidiana. Come inserirla? Quali sono gli ingredienti migliori?

  3. Sono un insegnante creativo quando...

  4. Sono un insegnante noioso quando...

  5. Come rendere creativi i nostri studenti.

  6. Il pensiero produttivo (Max Wertheimer) e non solo riproduttivo.

  7. Creatività e sfide cognitive.

  8. Il problem solving nell'insegnamento e nell'apprendimento.

 

 

CORSO "SCOPRIRE E COLTIVARE I TALENTI DEI FIGLI"

Relatore: Mario Polito Psicologo

A Vicenza

Via Enrico Fermi 114

Presso Associazione Artigiani

Scarica il depliant

 

1) Esplorare e coltivare i talenti dei nostri figli.

2) Collaborazione tra scuola e famiglia per sviluppare i talenti dei nostri ragazzi.

3) Orientare significa aiutare a scegliere, rispettando la propria personalità e conoscendo meglio la realtà del mondo del lavoro

 

PRESENTAZIONE 

Siamo consapevoli dei nostri talenti? Conosciamo i talenti dei nostri figli? La scuola li aiuta a coltivarli e svilupparli? Il mondo del lavoro li sa utilizzare e valorizzare? Prendiamoci il tempo per riflettere su questi temi attraverso queste tre serate del Corso sui talenti.

Conoscere bene i propri talenti significa poter scegliere meglio il modo in cui dare il proprio contributo di lavoro e per vivere con soddisfazione la propria vita. Significa sentirsi autorealizzati.

Aiutare i propri figli a scegliere bene significa metterli nelle condizioni migliori per progettare meglio il loro futuro professionale e personale. Non significa scegliere per loro. Non significa iperproteggerli. Significa preparare per loro un mondo migliore in cui potersi realizzare e dare il loro contributo alla comunità. Significa aver osservato i loro talenti, risorse, abitudini, inclinazioni, capacità, potenzialità, caratteristiche di personalità (come la tenacia), l'intelligenza (il metodo).

Vivere è un costante processo di decisioni, piccole e grandi, per scegliere come realizzare meglio i nostri progetti e i nostri sogni.

Vivere è risolvere problemi. Ogni giorno dobbiamo fare molte scelte. Come ci possiamo orientare? Come possiamo aiutare i nostri ragazzi ad orientarsi, integrando le caratteristiche migliori della propria personalità con le esigenze e le richieste del mercato del lavoro?

Imparare a scegliere bene significa decidere come vivere meglio la propria vita, progettarla in modo significativo per sé e per gli altri.

La nostra comunità solidale (famiglia, scuola, società) ci aiuta a sviluppare al massimo i nostri talenti, perché il mondo ha poi bisogno di tutta la nostra intelligenza, creatività, umanità.

Che nessun talento venga sprecato. Questo è l'obiettivo delle tre serate che trascorreremo con il dott. Mario Polito, Psicologo.

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STRATEGIE PER GESTIRE L'INDISCIPLINA

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 PRESENTAZIONE

Quasi tutti i docenti riconoscono che oggi il problema principale è la gestione dei comportamenti indisciplinati. Tutti osservano che sono in aumento e che si è abbassata l'età in cui cominciano ad emergere. Perché sta succedendo questo? Alcuni autori, come D.Marcelli (2004) parlano di "Bambino sovrano" e G.Pietropolli Charmet (2000) parla di "Bravi ragazzi ma sregolati".

Come possiamo affrontare questa emergenza, che talvolta sfocia in episodi clamorosi di bullismo?

Vi sono molte strategie convalidate dalla ricerca psicologica e pedagogica.

Il seminario le descriverà in modo dettagliato, ma poi rimane ad ogni docente scegliere quelle più affini al proprio stile educativo.

Distinguiamo due gruppi di strategie: quello che riguarda la disciplina preventiva e quello che riguarda la disciplina correttiva. Quest'ultima ci richiede molta energia e forza d'animo.

Ecco alcune strategie:

  1. Stoppare il comportamento scorretto con il metodo delle tre B. Breve, a Basso costo emotiva, a Basso segnale. Pausa. (Investire l’energia nei contenuti insegnati).
  2. Ricordare le regole condivise e le conseguenze previste. Hai capito perché ti ho rimproverato?
  3. Attuare le conseguenze previste. Me lo segno sul mio quaderno e ne terrò conto.
  4. Rispondere con dignità al comportamento offensivo. (Mi hai rotto i c. Adesso di schiaffo, ti sbatto un insufficiente).
  5. Riorientare il comportamento. Non così, ma così.
  6. Evitare lotte di potere e i personalismi. Tutti rispettiamo queste regole sottoscritte.
  7. Rimproverare il comportamento non la persona: Non ho niente contro di te. E’ solo l’abbigliamento.
  8. Evitare l’escalation in classe. Ne parliamo dopo.
  9. Colloquio individuale. Parliamone. Tutto chiaro.
  10. Contratto formativo.
  11. Richiedere un impegno.
  12. Metodo dei tre passi. Fatti. Emozioni. Richieste.
  13. Riconciliazione (Ci siamo capiti? Chiariti?) per poi attuare la disciplina preventiva.

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STRATEGIE EDUCATIVE E DIDATTICHE

CON GLI STUDENTI DIFFICILI

Mario Polito, Psicologo

 

Autovalutazione iniziale: Cosa mi aspetto da questa giornata di formazione (aspettative generali ed aspettative specifiche) Ricerca sulle cause. Perché sono in aumento gli studenti difficili (Esercitazione e discussione).

Strategie di intervento, da adattare al proprio stile educativo e alla classe.

  • Disciplina preventiva e disciplina correttiva.
  • Lotta per il potere e braccio di ferro. Come evitarlo.
  • Priorità della relazione educativa sulla didattica.
  • Le mie frasi motivanti e frasi demotivanti. Esercitazione.
  • Sono un insegnante motivante quando... Sono un insegnante demotivante quando...
  • Il metodo delle tre B. Breve. A Basso costo emotivo. A Basso segnale.
  • Il metodo della "Bandiera Svizzera". Fatti. emozioni. Richieste.
  • Disciplina con dignità. Il metodo di Richard Curvin.
  • La sgridata di un minuto di G.Nelson.
  • Coltivare l'autostima. Il rapporto 5 a 1 di Shinichi Suzuchi. Cinque rinforzi per ogni rimprovero. Lode in pubblico, rimproveri in privato.
  • Sviluppare la sensazione di competenza.
  • Il costo del comportamento. Il rapporto "Se...Allora...". Me lo segno sul mio quaderno ed avrà una conseguenza.
  • Analisi delle conseguenze. Immediate e future. Soprattutto personali: “Cosa ci perdi e cosa ci guadagni”.
  • La negoziazione. Il contratto formativo.
  • Proporre scelte per facilitare l'autodeterminazione. Metodo dell'insegnante  del  film "Pensieri pericolosi".
  • Il metodo di Daniel Pennac: la mediazione didattica e pedagogica.
  • I care. Il metodo don Milani. Empatia e richieste. Empatici ed esigenti.
  • Dire le regole. Riaffermazione delle regole. Le regole condivise “Le nostre regole per stare bene insieme”
  • Il silenziatore emotivo. L'autocontrollo nella relazione con gli studenti difficili.
  • L'analisi del caso. Il consiglio di classe cooperativo.
  • L'oasi educativa.
  • Obbedienza come ascolto.
  • Il mito di Dedalo ed Icaro: Ali più regole.

 

 


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